OLTRE IL QUADRO F

Proposte per gli imprenditori su come usare, in modo più utile, i dati contabili forniti all’Agenzia delle Entrate.

Forse credi anche tu che i DATI CONTABILI che fornisci all’agenzia delle entrate servano solo per pagare le tasse e per verificare che la tua impresa i ricavi siano congrui?

 

In effetti il modello utilizzato dall’Agenzia delle Entrate:

  1. Viene applicato a tutte le imprese che hanno ricavi fino a 7,5 milioni di euro, vi rientrano dai piccoli artigiani, alla micro e piccole imprese.
  2. È unico a prescindere dalla tipologia di attività o dalla dimensione.
  3. Il modello di riclassificazione non prevede totali parziali, non distingue tra costi variabili o fissi. Riporta un unico saldo che è il risultato netto finale che corrisponde all’imponibile del reddito d’impresa.
  4. Non è conosciuto dalla stragrande maggioranza degli imprenditori, la cui compilazione è rimandata ai software gestionali sotto il controllo e la supervisione dei commercialisti che compilano la dichiarazione dei redditi dell’imprenditore.

Mi sorgono spontanee alcune domande:

Lo sa l’agenzia delle entrate che molti imprenditori, che non controllano i propri numeri, tengono aperta l’impresa solo perché non retribuiscono se stessi in maniera adeguata, anche rispetto ai loro dipendenti?
Oppure rimangono aperti con espedienti tesi a non pagare l’iva, le tasse o i contributi?

 

Non potrebbe l’agenzia delle entrate, nel condurre il suo compito di contrasto all’evasione, fare anche un’azione educativa nei confronti degli imprenditori in modo da spingerli a guardare con maggior attenzioni i propri numeri?

 

…. E rispondo con alcune proposte per l’Agenzia delle Entrate:

  1. Modificare il quadro contabile degli studi di settore/ISA rendendolo più simile ad un conto economico riclassificato, con la distinzione tra costi fissi e variabili, una maggior analiticità nel dettaglio dei costi, in modo che sia anche più chiara la compilazione, l’evidenziazione del margine di contribuzione, dell’EBITDA, dell’EBIT.
  1. Obbligare l’imprenditore in sede di apertura a seguire dei corsi che spieghino la compilazione di questo conto economico.
  1. Creare un data base pubblico e consultabile nel quale confluiscano tutti questi dati in forma anonima, ma raggruppati per codici di attività, regioni di produzione, dimensione dell’impresa e così creare dei modelli di confronto per i nuovi imprenditori che inizino l’attività e vogliano conoscere come è composto il bilancio di imprenditori dello stesso settore, zona e dimensione.

In attesa che L’agenzia delle Entrate si muova….

Faccio PRIMA io delle proposte, dato che sono convinto per far evolvere e prosperare la propria impresa, l’imprenditore debba  conoscere i propri numeri, attraverso modelli semplici che diano informazioni essenziali.

 

EduCASH è la mia proposta concreta per gli imprenditori che vogliono diventare consapevoli dei propri numeri.

Per chi vuole arrivare PRIMA.

 

Gigi Turla – EDUCASH

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