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BILANCIO PERSONALE

BILANCIO PERSONALE


Finanziariamente sei sano o malato?


Per un’azienda dovrebbe essere del tutto normale produrre periodicamente dei documenti che facciano capire chiaramente come sta andando. Per certi aspetti è addirittura obbligatorio.

Oggi vi voglio parlare dell’importanza di utilizzare gli stessi (ma pochi) concetti del bilancio aziendale e adattarli al contesto della finanza personale.

Come modello di bilancio personale, mi permetto di prendere ad esempio quello illustrato nel libro Padre ricco, padre povero” di Robert Kiyosaki, il capolavoro indiscusso della libertà finanziaria.

Il bilancio personale, come quello aziendale, non è nient’altro che un insieme di due tabelle:

– il conto economico

– lo stato patrimoniale.

L’insieme di queste due tabelle ci dà una sintesi dello stato di salute finanziario di una persona. Kiosaki direbbe, che questo ci permette di capire in un istante se abbiamo di fronte un ricco (ovvero una persona finanziariamente sana) o un povero (una persona finanziariamente malata).

Vediamo, in sintesi, cosa mettere nelle due tabelle.

Il conto economico ha due colonne: entrate e uscite.
L’intervallo di tempo usato è in genere mensile, ma possiamo farlo anche ogni trimestre o ogni anno.
Le entrate sono flussi di denaro in ingresso, le uscite sono flussi di denaro in uscita.
Qui di seguito un esempio di conto economico mensile di una persona che ha un lavoro, ha un garage che non usa e mette in affitto, e sta pagando il mutuo della casa in cui vive.

ENTRATE

stipendio
affitto garage

USCITE

rata mutuo casa
cibo, vestiti spese varie

 

Lo stato patrimoniale ha anch’esso due colonne: attività e passività.
A differenza del conto economico, lo stato patrimoniale non fa riferimento a un periodo di tempo ma a un istante preciso (un esempio tipico è lo stato patrimoniale al 31 dicembre).
In attività vanno inseriti i cosiddetti asset, ovvero tutti i crediti e tutti i beni che possediamo e che portano soldi nelle nostre tasche.
In passività vanno invece inserite tutti i debiti e i beni che vanno mantenuti e quindi ci tolgono soldi dalle nostre tasche.
Di seguito lo stato patrimoniale della stessa persona dell’esempio precedente.

 

ATTIVITÀ

garage

PASSIVITÀ

mutuo casa

 

A questo punto dovrebbe essere chiara la relazione fra conto economico e stato patrimoniale: le attività portano entrate, le passività portano uscite.
Entrate e uscite possono essere anche di altro genere (come lo stipendio e le spese per il cibo), ma tutto ciò che è attività implica un’entrata, mentre tutto ciò che è passività implica un’uscita.

In base a questa definizione, Kiosaki inserisce il valore della casa di abitazione tra le passività, in quanto mi determina uscite per IMU, TARI, TASI, bollette, ecc.

In che modo questo mi è utile?
Questo potrebbe sembrarti troppo astratto e poco utile.
Ma avere chiari questi concetti ti permetterà finalmente di capire la tua finanza e da quel momento darle maggior attenzione per fare in modo che tu possa diventare libero finanziariamente.
Cosa significa?
Significa avere, tra le attività, dei beni o valori che ti generano entrate anche senza che tu sia costretto a lavorare.

Questo alla fine è l’unico vero grande segreto dei ricchi.

 

Gigi Turla

 

 

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