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CROWDFUNDING (Parte 1)

CROWDFUNDING ( Parte 1 )


Si può vivere senza banche?


La Sharing Economy, identificabile come “economia della condivisione”, diventa in ambito finanziario, il Crowdfunding.

Il Crowdfunding rientra nella Peer Economy, con la quale si intende un mercato economico basato sulle relazioni tra individui (peers) che facilitano la condivisione e il commercio diretto di prodotti e servizi basato sulla fiducia creata tra i peers.

Che cos’è esattamente il Crowdfunding?
È un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro per sostenere gli sforzi di altre persone o organizzazioni.
È una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.
Per avere questo, serve però una TECNOLOGIA che aiuti il funzionamento del CROWDFUNDING.

 
Questa si basa sui seguenti aspetti:

  • Internet
  • Globalizzazione
  • «Crowd» ovvero folla
  • Blockchain

 

La novità e l’aspetto più impattante è dato sicuramente dalla Blockchain, che è il futuro della sicurezza del dato telematico.
Con la blockchain, si passa da una modello in cui l’informazione è conservata in Data Base centralizzati, protetti e costosi ad un modello di conservazione delle Informazione crittografate su un Data Base diffuso e democratico che permette di mantenere traccia di ciò che avviene nel mercato.

In poche parole il Concetto di sicurezza del dato della Blockchain ha queste caratteristiche:

  • Complessità ALTA
  • Costo TENDENTE A ZERO
  • Sicurezza ALTA.

Mentre il vecchio modello accentrato, ha queste altre caratteristiche:

  • Complessità ALTA
  • Costo ALTO
  • Sicurezza MEDIO/BASSA

Le conseguenze positive del passaggio al modello di blockchain sono:

  • Diminuzione dei costi (verso lo zero)
  • Impatto sui sistemi di pagamento
  • Impatto sui sistemi di negoziazione
  • Impatto sui sistemi che necessitano di registrare dati e transazioni

IN FUTURO,  i mezzi finanziari per supportare l’economia imprenditoriale potrebbero essere forniti del CROWDFUNDING, invece che dal  sistema bancario tradizionale (Traditional Funding).
IN FUTURO, che è già PRESENTE per numerose esperienze, sarà sempre più attivo un nuovo paradigma:


 DA UNA GRANDE SOMMA fornita da UNO O POCHI INTERMEDIARI
a MOLTE PICCOLE SOMME fornite da UNA FOLLA DI INDIVIDUI


Attualmente i volumi scambiati all’interno delle piattaforme P2P (peers to peers) sono pari a circa l’1% del totale dei prestiti erogati nell’intero mercato mondiale dei finanziamenti, ma si stima che possano arrivare al 10% entro il 2020.
L’attuale valore complessivo di scambio è pari a circa 290 miliardi di euro.

Il Peer può essere di due tipi: o Investitore o Finanziato.
Il singolo individuo può quindi trovarsi ad essere quello che fornisce i soldi al sistema, in modo che vengano utilizzati da altri. Oppure può essere colui che ha necessità di soldi e utilizza questi canali al posto del tradizionale sistema bancario.

Un’altra caratteristica positiva dei nuovi sistemi è che i tempi di risposta a richieste di affidamento sono brevissimi, in quanto i soggetti coinvolti utilizzano le stesse metodologie delle banche tradizionali per la valutazione del rischio a cui però si aggiungono i flussi informativi derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie.

Perciò, tornando alla domanda iniziale: Si può vivere senza banche?

Possiamo rispondere in due modi:

Senza Banche si può vivere: i finanziamenti collettivi esistono e funzionano.

Oppure

Ognuno di noi può diventare una BANCA… in un modo diverso di intendere l’intermediazione finanziaria.

 

 

Gigi Turla

 

 

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