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Perchè RICLASSIFICARE il Conto Economico


PERCHE’ RICLASSIFICARE IL CONTO ECONOMICO.

Le informazioni utili per fare più utile le hai già a portata di mano, se le sai riconoscere.


Ti piace guardare i numeri del tuo bilancio? Oppure pensi che sia una faccenda che riguarda solo il tuo commercialista? Consideri solo un obbligo fare il bilancio?

Fare l’analisi di bilancio della propria impresa è fondamentale per il proprio business.
La partenza di tutte le analisi è quella che riguarda il conto economico, l’analisi economica di competenza.
Cos’è il “conto economico” l’ho già tradotto nel post le Frasi del bilancio ( CONTO ECONOMICO ), a cui vi rimando.
Il conto economico evidenzia il risultato economico per competenza del periodo di riferimento, ottenuto dalla differenza tra ricavi e costi. Il risultato può essere di utile o di perdita.

Esistono diversi schemi di conto economico. Il principale schema è quello previsto dal Codice civile e ha una struttura scalare e i costi vengono classificati per natura. La struttura la trovate descritta nell’art. 2425 del Codice Civile. Esiste poi il conto economico come viene stampato dal commercialista o dal vostro programma di contabilità. Questa schema si presenta normalmente a sezioni contrapposte. Cosa significa? Molto semplicemente, viene rappresentato con una tabella in due colonne: a destra (colonna avere) i ricavi, a sinistra (colonna dare) i costi.

Senza dubbio, entrambi gli schemi forniscono un riepilogo delle attività complessive, ma non forniscono all’imprenditore le informazioni importanti sulle aree di gestione che generano o assorbono risorse e soprattutto non evidenziano dove si può operare per migliorare gli utili e il cash flow.

Invece per avere delle informazioni utili a fare utili e concrete per definire delle strategie, è necessario procedere alla riclassificazione del conto economico, in cui costi e ricavi vengono riorganizzati in forma scalare.

La riclassificazione può seguire tre diversi schemi in base al tipo di informazioni che si vogliono ottenere:

  • A costo del venduto: è lo schema più diffuso (e più semplice da calcolare), ed evidenzia i costi complessivi per produrre ciò che è stato venduto;
  • A valore aggiunto: si focalizza sull’acquisizione di beni e servizi da terzi;
  • A margine di contribuzione: distingue costi fissi e variabili ed è più complesso da calcolare.

Qual è l’alternativa migliore? Dipende. Non esiste uno schema migliore dell’altro e la scelta va fatta sulla base delle singole necessità.

Secondo la mia opinione lo schema più utile per gestire il proprio business è il terzo, quello a margine di contribuzione. Infatti il Cruscotto Educash è sostanzialmente un conto economico riclassificato a margine di contribuzione. Si analizzano prima i ricavi per valutare se è opportuno dividerli in categorie diverse, poi si analizzano i costi per capire quali sono variabili (al variare dei ricavi) e quali sono fissi (o anche semivariabili). Con queste informazioni, opportunamente tradotte nello schema, si può calcolare il punto di pareggio o break even point, dato essenziale da conoscere da parte dell’imprenditore. Con questi dati, si possono fare tutte le simulazioni alternative strategiche che hanno l’obiettivo di aumentare l’utile.

Non è finita qui… avere i dati di un solo periodo, anche se adeguatamente riclassificati, non ci da tutte le informazioni necessarie per una guida sicura della propria impresa. Bisogna buttare un occhio al passato e un occhio al futuro, ed è per quello che il dato del periodo analizzato (ad esempio settembre 2017), viene confrontato con i dati di uno o più anni precedenti (nell’esempio, settembre 2016 e 2015). Così l’imprenditore ha un utile confronto con la storia della sua azienda e può confrontare l’andamento storico dei ricavi o dei costi.

L’imprenditore consapevole ad inizio anno ha predisposto il budget annuale e quindi avrà mensilizzato questo budget in modo da confrontare, come nell’esempio, i dati economici di settembre 2017, con i dati previsti dal budget a settembre 2017, per capire se sta viaggiando sulla strada che ci si era preposti di seguire. Tradotto:

  • i ricavi effettivi sono in linea con quanto prevedevo?
  • La percentuale di ricarico è corretta con quanto avevo ipotizzato nel mio modello di Business?
  • I costi fissi sono sotto controllo o sono schizzati in alto rispetto al mio budget dei costi?

Solo con tutte queste informazioni, puoi affermare di avere la situazione sotto controllo.

 

È difficile?

 

No!! Puoi farlo da solo!! Basta un poco di impegno e un educatore al tuo fianco.

 

 

 

Gigi Turla

 

 

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