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Evoluzione del credito alle imprese 1a parte

Evoluzione del credito alle imprese

– prima parte –


È finito il credit crunch?


Nell’ultimo congresso di Cofip, Fabio Bolognini ha fornito alcuni dati statistici per descrivere l’evoluzione del credito alle imprese, e a chi viene erogato.

 

Le imprese italiane sono:

  • Ditte individuali circa 3.300.000, la classica partita iva;
  • Società di persone circa 900.000;
  • Società di capitali circa 1.100.000.

In percentuale:

  • 75% micro imprese (meno di 2 milioni di fatturato e meno di 10 dipendenti);
  • 20% piccole imprese (meno di 10 milioni di fatturato e meno di 50 dipendenti);
  • 4% medie imprese (meno di 50 milioni di fatturato e meno di 250 dipendenti);
  • 1% grandi imprese (oltre 50 milioni di fatturato e oltre 250 dipendenti).

 

Un primo dato significativo è che solo il 20% del credito bancario è erogato a favore di micro e piccole imprese che rappresentano il 95% del totale del mercato, mentre l’80% del credito bancario è erogato a favore delle medie e grandi imprese che rappresentano solo il 5% del mercato.

In particolare dal 2011 al 2016 i prestiti alle imprese italiane si sono ridotti di 106 miliardi di euro in 6 anni (- 11,8%), passando da 892 miliardi di euro del gennaio 2011 a 786 miliardi di euro a novembre 2016.

Questa “stretta del credito” viene chiamata “credit-crunch”.

Dal 2011 il credito a breve (scadenze entro 12 mesi) e a lungo termine (scadenze oltre 5 anni) sono stati sostituiti dal credito a medio-termine (scadenze tra 1 e 5 anni) per effetto soprattutto dei finanziamenti della Banca Centrale Europea. Altra conferma della riduzione del credito a breve termine è rappresentata dal calo delle linee autoliquidanti pari al 25% medio negli anni che vanno dal 2012 al 2016 (serie storiche della Banca d’Italia). Della riduzione di credito complessiva per 106 miliardi di euro, circa 20 miliardi riguardano le micro e piccole imprese (meno 14 a breve termine e meno 6 a medio-lungo termine). Alla fine del periodo di credit-crunch, i dati aggregati mostrano in modo chiaro la propensione delle banche a riprendere l’erogazione del credito, però solo verso imprese di maggiore dimensione. Le Piccole imprese e imprese artigiane rimangono ancora in zona di credit-crunch… del perché ne parleremo nel prossimo articolo.

Quindi le micro o piccole imprese non hanno di che stare tranquille, ma a fronte di queste difficoltà hanno una grande opportunità: porre particolare attenzione a migliorare i propri fondamentali di bilancio. Solo le imprese virtuose avranno credito nel prossimo futuro, ma la notizia positiva e che ne avranno in abbondanza.

 

Gigi Turla

 

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